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Giovanni Baronzio: Pala del Mistero della Croce

16 febbraio 17 marzo 2007

giovanni baronzio, pala del mistero della croce (particolare)Giovanni Baronzio “Pala del Mistero della Croce”   presentazione pubblica venerdì 16 febbraio 2007 ore 17,30 Rimini, Castel Sismondo
Presenterà prof. Antonio Paolucci Storico dell’Arte già Ministro per i Beni Culturali

La grande tavola dipinta da Giovanni Baronzio, maestro riminese del ‘300,  raffigurante “Sei storie della Passione di Cristo” è stata recuperata al patrimonio della Città alla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Si tratta di una delle più importanti acquisizioni degli ultimi decenni.

L’opera, di cui esiste una tavola gemella raffigurante Storie di Cristo post mortem (attualmente presso la Galleria Nazionale di Arte antica a Palazzo Barberini di Roma), proviene verosimilmente da un polittico smembrato raffigurante l’intero ciclo pasquale e quindi sicuramente completato da un pannello centrale raffigurante la scena della Crocifissione, attualmente disperso o non identificato. Le due tavole furono pubblicate per la prima volta da Federico Zeri nel 1958, e sono da allora note con il nome di “Dossale Corvisieri” dal nome della collezione romana di cui facevano parte fin dall’Ottocento.

Mentre la seconda tavola, come si è detto, entrava a far parte delle collezioni dello Stato a Palazzo Barberini, la tavola delle “Sei storie della Passione è entrata nella collezione Marzotto di Valdagno e, messa in vendita in tempi recenti, è stata ora acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e assicurata al patrimonio artistico del territorio riminese, al quale in antico apparteneva. Pare infatti da ricerche d’archivio, che il Dossale provenga dalle soppressioni napoleoniche che colpirono la Chiesa di Santa Croce dei Francescani di Villa Verrucchio. Il soggetto del dipinto ci fa supporre che costituisse la Pala dell’altare principale dedicato appunto alla Santa Croce e alla Passione di Cristo.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha voluto sottolineare l’eccezionalità di questa acquisizione  con una presentazione pubblica ed un ciclo di incontri in cui i massimi esperti di Pittura Riminese del Trecento illustreranno le caratteristiche dell’opera, i suoi significati culturali, la sua storia. L’opera rimarrà esposta a Castel Sismondo dal 16 febbraio al 17 marzo 2007 unitamente alla tavola gemella, in via del tutto eccezionale prestata dalla Galleria di Palazzo Barberini, oltre ad altre opere di pittura riminese del Trecento di soggetto cristologico.

L’esposizione delle tavole rimarrà aperta al pubblico dal 16 febbraio al 17 marzo 2007 tutti i giorni con esclusione del lunedì dalle ore 15,30 alle ore 19,00. Ingresso libero.

Comunicato segnalato da Studio Esseci

Ultimo aggiornamento: 22/03/2007 (11:24)

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